indian pharmacyviagra canada

sildenafil citrate tablets

caspase buy propecia properlytadalafilmodafinilcanadian pharmacycanadian pharmacycheap zithromaxpharmacyhttp://ambieno.com/Levitracanadian pharmacy nickenig dapoxetine yahoo

buy priligy

brand cialis
Mappe urbane
Mappe urbane

Area riservata al gruppo

Mappe urbane

Responsabile scientifico: MATILDE CALLARI GALLI.
Laboratorio di ricerca e di documentazione sulle nuove mappe urbane.

La città è oggi al centro di nuovi e veloci processi di trasformazione sociale, culturale, economica; oggetto di nuove rappresentazioni nelle scienze sociali, nei media, nei progetti politici. Considerato, sino a qualche decennio fa, spazio eletto dalla modernità per forgiare il modello dell’individuo e della cittadinanza, il territorio urbano della contemporaneità deve essere oggi valutato alla luce dei processi di globalizzazione e dei molti nomadismi che lo attraversano: uno scenario plurale e molteplice abitato da culture differenti nel quale vengono agite nuove pratiche culturali e prodotte rappresentazioni sociali spesso contraddittorie. Le città appaiono come spazi “meticci” in cui fra i conflitti si opera una continua negoziazione dei contrasti socioeconomici e delle risorse culturali, abitate come sono da nuove forme di povertà e di esclusione sociale, dalle incertezze della partecipazione sociale e della riqualificazione urbana, dalla necessità di nuove politiche.
A partire da queste considerazioni si è costituito, presso l’Istituto Gramsci Emilia-Romagna, un laboratorio di ricerca sulle nuove geografie urbane con l’obiettivo di studiare forme di intervento culturale che sappiano approfondire la consapevolezza dei problemi del territorio metropolitano. Al tempo stesso il laboratorio ha l’ambizione, rivolgendosi ai diversi gruppi che costituiscono e/attraversano il tessuto sociale cittadino, di promuovere la loro partecipazione alla progettazione di nuove “identità urbane” in grado di cancellare i molti confini – fisici e culturali – che oggi dividono il territorio di Bologna.

foto1 mappe urbaneDopo la costituzione di un gruppo di lavoro formato da studiosi ed esperti dell’analisi culturale della città e dei meccanismi per attivare la partecipazione alla sua vita e alla gestione dei suoi spazi, è iniziata una serie di seminari con lo scopo di definire gli ambiti della nostra analisi teorica, le metodologie e le finalità dell’indagine sul campo, le modalità per coinvolgere gli abitanti nella gestione dello spazio urbano. I seminari, prima tutti interni al gruppo di lavoro, si stanno aprendo al confronto con specialisti di diverse discipline che hanno operato sugli stessi temi del laboratorio in altri contesti nazionali e internazionali.
La fine della possibilità di organizzare dati e riflessioni intorno ai perni di “centro” e di “periferia”, la caduta di questa logica binaria travolta dai nomadismi contemporanei, dai processi di globalizzazione, dalla compressione spaziotemporale peculiare della contemporaneità in cui viviamo, favoriscono nuove definizioni degli incontri urbani in termini di “metissage”, di contaminazione, di ibridazione.
Si lega all’attività del Laboratorio “mappe urbane” una ricerca etnografica che sta esplorando le trasformazioni del territorio bolognese, i nuovi rappporti tra “centro” e “periferie”, tra centralità e marginalità. Le periferie esercitano oggi relazioni di reciproca influenza con il centro e tra di loro e non sopportano più di essere analizzate come forme di aggregazione residuali e dissonanti rispetto al centro; hanno cessato, centro e periferie di poter essere pensate in termini di localizzazioni geografiche e culturali precise e circoscritte. Questo rende necessario lavorare sul campo, con attenzione e profondità, resistendo alla tentazione – così popolare oggi – di rapide e impressionistiche “scorrerie”, più giornalistiche che etnografiche. E il nostro lavoro ha scelto di descrivere, narrare, rappresentare i luoghi della marginalità presenti a Bologna sia in quello che era definito il centro storico che nelle sue periferie.
foto mappe-urbaneQuesto implica dare un grande spazio alla interdisciplinarietà, al dialogo tra discipline, saperi, produzioni diverse, accostare esperienze scientifiche, artistiche, produzioni filmiche e massmediologiche, porre a confronto gruppi e tradizioni diverse e/o contrastanti, rivolgendo il discorso a gruppi sociali, sessuali, etnici e generazionali diversi, per cercare con la loro partecipazione di attivare una formazione strutturata sulla differenza e sull’apertura nei confronti di relazioni intese come dimensioni aperte al dialogo, al confronto e alla mediazione. Per tradurre in “pratiche” queste assunzioni teoriche abbiamo instaurato una collaborazione con un quartiere della città di Bologna definendo una serie di attività diverse che hanno lo scopo di promuovere, tra i molti gruppi che lo abitano, la sua conoscenza da punti di vista disciplinari diversi: socioantropologico, urbanistico, architettonico, abitativo, ecologico, educativo. Nello stesso tempo e nello stesso quartiere, per esempio, si sono già svolte azioni di “public art” con il duplice scopo di creare, con le azioni di artisti e artiste, percorsi di “riscoperta dei luoghi” così da stimolare la partecipazione alla loro valorizzazione da parte di chi li abita e quotidianamente li attraversa.
Ci auguriamo che l’attivazione del sitoweb “mappa urbane” permetta di stabilire contatti costanti e interattivi con i destinatari del nostro lavoro: le istituzioni pubbliche e private, i diversi gruppi di ricercatori, di professionisti, di cittadini che interessati ai suoi temi vogliano entrare direttamente in rapporto con le attività del Laboratorio, condividendo il suo proposito di contribuire a progettare una vita urbana sostenibile per le molte diversità che la costituiscono.

Paola Bonora è professore ordinario di Geografia e di Comunicazione e territorio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. E’ stata Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geografiche, Direttore del corso di alta formazione “Progettare sviluppo locale partecipato” e del master “Metodi e tecniche per l’individuazione e lo sviluppo dei sistemi locali territoriali e la programmazione negoziata”. Collabora con il quotidiano “la Repubblica”. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Hera Bologna s.p.a., azienda multiutility, nel triennio 2005-2008. Fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Istituto Gramsci dell’Emilia-Romagna.
Ha svolto funzioni di coordinatore nazionale e locale in progetti di ricerca CNR e Murst. Ha partecipato a progetti di ricerca dell’Unione Europea.
Ha organizzato e preso parte con proprie relazioni a numerosi convegni di rilievo nazionale e internazionale. I suoi temi di ricerca ruotano intorno ai processi di urbanizzazione, alla natura e configurazione della città, ai sistemi locali territoriali. Ultime pubblicazioni: Orfana e claudicante. L’Emilia “postcomunista” e l’eclissi del modello territoriale, 2005, Per una nuova urbanità. Dopo l’alluvione immobiliarista, 2009


Matilde Callari Galli (coordinatore). Nel vasto ambito degli studi antropologici ha scelto da tempo  di occuparsi dei rapporti tra cultura ed organizzazione dello spazio, individuando dapprima, con lunghe ricerche sul campo svolte in vari contesti nazionali e regionali, i modelli di comunicazione, di organizzazione sociale e di comportamento  elaborati nel territorio da gruppi sociali e culturali diversi e rivolgendo poi la sua riflessione e le sue analisi ai vissuti quotidiani propri della vita urbana e alle modalità con cui essi strutturano la partecipazione alla politica e alla cultura della città.
Professore ordinario di antropologia culturale della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, è stato Presidente dell’AISEA (Associazione Italiana di Scienze EtnoAntropologiche), Senatore della Repubblica (X  Legislatura), è Presidente dell’Istituzione per l’inclusione sociale don Paolo Serra Zanetti del Comune di Bologna, Vice-Presidente della Fondazione Gramsci dell’Emilia-Romagna.
Ha svolto ricerche in Sicilia, in Emilia-Romagna, a Sao Tomè Principe, in Uganda e in Cambogia; molte le sue pubblicazioni tra cui ricordiamo Né leggere né scrivere  (con G. Harrison, Feltrinelli,1971), Il tempo delle donne (Cappelli, 1978), Lo spazio  dell’incontro (Meltemi, 1996),  Mappe urbane (a cura,   Guaraldi, 2007), Stranieri a casa. Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti (con G. Scandurra, Guaraldi, 2009).

Paolo Capuzzo è docente di storia contemporanea all’università di Bologna e tiene corsi di master alle Università di Barcellona e di Tours. Negli anni Novanta è stato ricercatore nell’Università di Vienna, alla Technische Universität di Berlino, all’Université libre di Bruxelles, al Centre For Urban History dell’università di Leicester e al Museo della Tecnica di Monaco di Baviera occupandosi soprattutto di storia urbana, storia dei consumi e cultural studies. E’ condirettore della rivista Studi culturali, membro della redazione di Contemporanea e coordina la redazione di Storicamente (www. storicamente.org). Tra le sue pubblicazioni Vienna da città a metropoli, Milano, Angeli, 1998, Culture del consumo, Bologna, Il Mulino, 2006; a cura di, Da città ad area metropolitana, Bologna, Patron, 2000; a cura di, Genere, generazione e consumi. L’Italia degli anni Sessanta, Roma, Carocci, 2003.

Piero Dall’Occa (1952), architetto, svolge la libera professione a Bologna. Nel 2000 ha pubblicato, assieme a Piero Orlandi, Altrove in città, Age editrice e Palazzi bolognesi. Dimore storiche fra medioevo e ottocento, L’inchiostroblu editore. E’ autore assieme a Enrico Petazzoni del Progetto Toro, una ipotesi di interramento della viabilità, dei parcheggi e di aree commerciali lungo tutta la cerchia dei viali di circonvallazione di Bologna. Ha collaborato al n. 6 della rivista Gomorra su Bologna. La metropoli rimossa. Pubblica interventi su la Repubblica.

Divide i suoi interessi fra la ricerca e la progettazione di piattaforme web, fra le quali il geoblog Percorsi emotivi e Culturability, social network della Fondazione Unipolis dedicato alla cultura come fattore di libertà e sostenibilità. Si occupa di comunicazione mediata dal computer, interface design e tecnologie assistive per la didattica e le disabilità. Nel 1992 ha fondato la ROManza Composizioni Multimediali, specializzata nella produzione di CD-ROM. Dal 2000 al 2005 ha diretto Cyberzone, rivista di cybercultura, filosofia e arte contemporanea. È redattore di Inchiesta (Edizioni Dedalo) e di Studi Culturali (Il Mulino Editore). Cura, per l’editore americano LastGasp, libri d’arte che seguono le evoluzioni degli immaginari pop contemporanei; tra gli altri Mutant Kiddies (2001), True Visions (2004) e Digital Surreal Art (2007).

Micaela Guarino è storica dell’arte, ha lavorato per dieci anni presso la sede romana della casa editrice Einaudi e successivamente presso la Regione Emilia-Romagna. Sempre nell’ambito della Regione dal 1985 lavora all’Istituto Beni Culturali dove ha la responsabilità dei musei storico-artistici nell’ambito del servizio musei e beni culturali. Si occupa di progetti di studio, catalogazione e valorizzazione di beni culturali nell’ambito dei quali cura pubblicazioni e mostre. Dal 2004 al 2009 ha fatto parte del Consiglio del Quartiere San Donato di Bologna. Si è occupata in particolare di cultura e ha promosso e coordinato il progetto “Sposta il tuo centro. San Donato città di città”.

Magda Indiveri vive a Bologna, dove insegna italiano e latino al liceo.
Ha tenuto per alcuni anni la docenza a contratto di Composizione testi in italiano al Corso di laurea di Scienze della Comunicazione. Ha pubblicato alcuni saggi di carattere letterario in volumi miscellanei (Finisterrae; Apocalisse) e prefazioni a riedizioni di romanzi (La Coscienza di Zeno, Il Castello, La Metamorfosi); si è occupata di formazione.
Coordina o collabora a varie riviste on line di ambito letterario (Griseldaonline, Bibliomanie) o didattico (Voci del verbo insegnare) e porta avanti il programma dell’associazione di lettura “La Bottega dell’Elefante”.

Piero Orlandi (Bologna, 1952) si è laureato in architettura a Firenze nel 1976 con una tesi sul villaggio Pilastro a Bologna, relatori Danilo Santi e Leonardo Savioli. Nel biennio 1978-79 collabora con l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, a un progetto di censimento dei nuclei fotografici storici diretto da Andrea Emiliani. Dal 1979 è in servizio presso la Regione Emilia-Romagna, con incarichi in materia di conservazione dei beni architettonici, politiche abitative, riqualificazione urbana. Ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano Paesistico Regionale nella seconda metà degli anni Ottanta. Dal 2004 è responsabile del Servizio Beni Architettonici e Ambientali dell’Istituto Beni Culturali.

Mili Romano, docente di Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Bologna, artista e curatrice. Si occupa di letteratura comparata, di antropologia urbana e di arte negli spazi pubblici. Fra i progetti di public art da lei curati, Cuore di pietra, ancora in corso a Pianoro dal 2005. Collabora con la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Bologna, il Comune di Bologna e l’IBC.
Ha tradotto in italiano saggi e romanzi di F.Dostoevskij, A.S. Puskin, R. Crevel, R. Daumal, J. Thomson, M. Bachtin. Fra le sue pubblicazioni: Città della letteratura. Immagini e percorsi, Bologna 1996; aRITMIe. Ultime visioni metropolitane, Bologna 2003; Ultimi sguardi dall’arte pubblica, in AA.VV. Legge 16. Note a margine, Bologna, Ed. Compositori 2005; Cuore di pietra. Un progetto di Public art a Pianoro. Quaderno numero uno. Bologna, CLUEB 2007; Cuore di pietra. Un progetto di Public art a Pianoro. Quaderno numero due, Bologna, Pendragon, 2009.

Giuseppe Scandurra è ricercatore di Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Scienze Umane – Università di Ferrara. Ha pubblicato quattro monografie: “Tutti a casa. Il Carracci: etnografia dei senza fissa dimora a Bologna” (Guaraldi 2005) , “Il Pigneto: etnografia fuori le Mura di Roma” (Cleup 2007), “Stranieri a casa” (con M. Callari Galli, Guaraldi 2009) e “Tranvieri. Etnografia di una palestra di boxe” (Aracne 2010). Ha scritto numerosi saggi di antropologia urbana e delle marginalità urbane. Attualmente sta conducendo una ricerca sullo spazio pubblico di Piazza Verdi a Bologna.

collaborazioni

crb Fondazione Cassa di Risparmio Bologna

alma Alma Mater Studiorum