Tra il 26 febbraio e il 23 aprile 2009, poco dopo aver terminato il nostro lavoro di campo e prima di procedere alla scrittura di questo testo, presso l’Urban Center di Bologna, in pieno centro storico cittadino, il Comune e la Provincia del capoluogo emiliano-romagnolo organizzarono un ciclo di conferenze per conoscere il rapporto di uso, produzione e consumo degli spazi pubblici, e ancora i costumi relazionali, i modi di produrre località dei principali gruppi di cittadini stranieri residenti a Bologna. Il 26 febbraio, durante la prima giornata di incontri, dopo il saluto dell’Assessore all’Urbanistica del Comune, del Vicepresidente della Provincia, del Vicepresidente del Consiglio dei cittadini stranieri di Bologna , presero la parola architetti, urbanisti, direttori di giornali a tiratura nazionale e locale, sociologi e statistici. Il tema della giornata era “Bologna e la città degli altri” e a tutti gli studiosi invitati era stato chiesto di presentare delle relazioni che avessero al centro la distribuzione territoriale e i modelli insediativi della popolazione straniera residente in città negli ultimi anni. Due mesi di dibattiti e incontri a dimostrazione di quanto questi temi, oggetto del nostro lavoro di ricerca a cominciare dal 2006, siano oggi al centro dell’attenzione della cittadinanza.
La distribuzione territoriale dei cittadini stranieri, del resto, è sempre stata tra i principali oggetti di studio delle scienze sociali, la sociologia e l’antropologia urbana in particolare, e lo è a maggior ragione oggi nel momento in cui, soprattutto a livello mediatico, molti conflitti registrabili negli spazi pubblici urbani vengono rappresentati come “etnici”.
Il saggio è contenuto all’interno del volume “Stranieri a casa. Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti” a cura Matilde Callari Galli e Giuseppe Scandurra, edito da Guaraldi (2009).










